Storia e mission

Il lavoro come strumento di crescita ed integrazione sociale. E' a questo che pensavano i fondatori quando, il 25 settembre 1981, raccogliendo un'esigenza emersa dal territorio, costituirono "Iter - Centro cooperativo di Lavoro". 

Il promotore, Pierluigi Laezza, all'epoca assessore all'urbanistica, fu da subito sostenuto nel suo progetto dall'allora sindaco Pietro Monti. Con Iter si voleva garantire ai ragazzi con disabilità, che uscivano dalla scuola dell'obbligo, un futuro anche lavorativo. Soci del primo nucleo furono i familiari dei giovani e naturalmente i fondatori, tra cui vennero individuati il presidente, Sisto Campostrini, e la direttrice, Rosa Masera in Laezza.

Nella prima sede, uno spazio angusto presso la chiesa della Sacra Famiglia, entrarono sette ragazzi e i loro familiari, che investirono parecchio tempo nel progetto, operando come volontari. Qualche tempo dopo Iter si trasferì in via Calcinari e dal 2000 in via Lungo Leno Destro. Cambi di sede necessari anche per accogliere nuovi giovani che nei primi anni 2000 erano arrivati a venticinque, assistiti da nove dipendenti e almeno quindici volontari, costantemente presenti. Quella in Lungo Leno Destro venne giudicata la sede ideale, tantoché fu ampliata per l'arrivo di altri utenti.

Il 2010 è un anno di passaggio importante per la cooperativa: la storica direttrice, dopo aver diretto con passione e impegno la realtà fin dalla sua costituzione, passa il testimone a Paolo Mazzurana, da anni dipendente di Iter, con una conoscenza approfondita della realtà e delle sue dinamiche.

L'anno dopo cambia anche il presidente che lascia dopo 31 anni. Dal 2015 è presidente di Iter Fabio Marega.

Al lavoro conto terzi nel 2014 si aggiunge un'importante novità: nasce la bottega "Nepiùnemeno" in pieno centro città, a Rovereto. Le produzioni artigianali lasciano i laboratori  per trasferirsi in un luogo che è più di uno spazio espositivo, è un posto dove toccare con mano quello che i ragazzi riescono a creare.

Oggi Iter accoglie quotidianamente 41 utenti di diversa età e può contare su 25 volontari che regolarmente frequentano i laboratori, nei quali operano 11 dipendenti con differente percorso scolastico (scienza della formazione, educatore, tecnico dei servizi sociali, Oss, istruttore Isef) per garantire pluralità di saperi e favorire scambi di conoscenze e una crescita culturale per tutti, utenti inclusi. A completare l'organico, oltre al direttore, ci sono un'impiegata in amministrazione e una psicologa come consulente esterna.

Nonostante i numerosi cambiamenti legati all'aumento degli utenti, al cambio delle esigenze, ai nuovi scenari sociali, chi l'ha diretta, negli anni, è sempre  riuscito a salvaguardare i principi che ne costituiscono, sin dal 1981, la sua mission.

Centralità della persona, considerata a tutto tondo e perciò seguita con percorsi ad hoc volti ad aiutarne la crescita personale, professionale, relazionale.

Lavoro come terapia, secondo le capacità di ciascuno

Sostegno a progetti di ricerca, per migliorare la qualità dei servizi

Diffusione della consapevolezza che la disabilità non è solo limite e che ogni individuo ha delle abilità davvero speciali da mettere in gioco

Collaborazioni